Novità in arrivo per le cartelle esattoriali. Ora è possibile scoprire quali saranno quelle escluse dalla prescrizione: occhio al dettaglio.
Il Fisco è uno degli organi più severi, nonché uno dei più temuti dagli italiani. Proprio per questo motivo delle volte i cittadini potrebbero dimenticare che esistono alcuni crediti che cadono in prescrizione dopo un certo termine. Questa riguarda qualsiasi tipo di diritto, fatta eccezione per alcuni inviolabili.
Allo stesso tempo richiedere l’annullamento non è di certo una pratica semplice. Chi vuole farlo con una semplice istanza in autotutela si sarà quindi visto opporre un secco silenzio da parte dell’amministrazione. Infatti in alcuni casi il Giudice potrà solamente cancellare il debito.
Adesso quindi l’obiettivo è comprendere quali sono quelle cartelle esattoriali che non possono andare in prescrizione. Così facendo sarà possibile anche capire come opporsi a queste. Conoscere questa particolarità è importante per non incappare in problemi con l’Agenzia delle Entrate.
La gestione delle cartelle esattoriali e la comprensione delle norme relative alla prescrizione sono aspetti cruciali per i contribuenti. Partiamo subito con il precisare che non esistono cartelle che non cadano in prescrizione, ma l’Esattore ha la possibilità di interrompere il termine di prescrizione attraverso varie azioni.
Ogni nuovo avviso di pagamento, come un sollecito, un preavviso di fermo o di ipoteca o l’avvio di un pignoramento, interrompe la prescrizione facendola ricominciare da capo. Anche una richiesta di rateazione da parte del contribuente ha lo stesso effetto. Per determinare se una cartella esattoriale è prescritta, bisogna quindi verificare la data dell’ultima notifica ricevuta.
La prescrizione decorre dalla data di spedizione dell’ultima notifica inviata al contribuente. Se il termine previsto per la prescrizione è trascorso senza che l’Esattore abbia inviato nuove notifiche o intrapreso azioni, il debito è caduto in prescrizione. Sono diversi i passaggi per verificare la prescrizione. Tra questi troviamo: la verifica dell’ultima notifica, il calcolo del termine di prescrizione e la richiesta di estratto di ruolo.
Ogni volta che l’Agente della Riscossione invia un nuovo atto, come un sollecito di pagamento, il termine di prescrizione viene interrotto e ricomincia da capo. Pertanto, è importante monitorare qualsiasi comunicazione ricevuta dall’Agente per capire se il termine di prescrizione è stato interrotto.
Se trovi nel tuo cassetto o nell’estratto di ruolo delle vecchie cartelle esattoriali ormai cadute in prescrizione, non puoi presentare opposizione per chiederne la cancellazione oltre 60 giorni dalla notifica. Allo stesso tempo se la prescrizione si è già verificata, l’Agente della Riscossione non potrà più agire contro di te per quel debito.
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